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Uno bravo

Ci stava un uomo a Torino questa mattina, barricato in casa, uusciva solo in balcone per controllare che sia ancora giorno o notte. Palazzina alta, centinaia di occhi lo scrutano da sotto, lui al quinto piano in camicia e mutande, come le migliori reclute della nonchalance, mani sui fianchi.
Non leggo mai il giornale quando faccio colazione, non apro video, non cerco news online, sono un corpo inerme fino alla fine della prima ora da sveglia. Me ne sto al tavolo, con la tazza di tè o caffè, quel che capita, parlatemi pure tanto non sento, ascolto però. E sono meglio di quelli che la mattina No non mi dite niente che vi mangio. Se mi sforzo sono pure di compagnia.
Allora oggi, invece, mi sono svegliata e fuori c’era così tanta luce che ho fatto fatica a trovare con la mano il telefono sul comodino. In realtà ho fatto fatica a trovare il comodino, che stavo sottosopra, la testa a ovest, i piedi a penzoloni. Deve essere successo qualcosa di straordinario al mio corpo stanotte, ho pensato, per aver assunto quella posa lí, tutta di sbieco, che poi davanti lo specchio mi sono vista e avevo una spalla più alta e una più bassa, un occhio più grande dell’altro e le righe del cuscino sulle clavicole. Ecco, io le ho lette le notizie oggi, perché su Repubblica c’erano delle foto bellissime e stavano proprio sulla prima pagina del meteo che ormai in automatico apro appena scollo le palpebre tra loro. Non so a che mi serve sapere che tempo farà, che tanto ho la bici o al massimo i piedi per spostarmi, non cambia niente. Insomma, c’erano queste foto di un uomo sul proprio balcone, ma delle foto che sembravano le prove di fotografia di un film drammatico americano, di un colore così contrastato, una profondità di campo alla Orson Welles in Citizen Kane, i brividi mi sono venuti. Lui che in mutande e canotta buttava giù secchiate di roba, carte, ciabatte, padelle, un forno. Quelli sotto che iniziavano le dirette video, lui che ne aveva una tutta sua, i carabinieri sul terrazzino di sotto. Un reality show tutto vero.
Aveva da dire l’uomo, della mafia, degli amici non amici, di cose che io non so nemmeno perché ci devo pensare, a queste cose, che tra mezz’ora devo andare a lavoro. Mi dispiace per l’acquario, finito pure lui sotto, con acqua e pesci, scaraventato giù sull’asfalto. Poveri pesci.
Io vorrei tantissimo sapere chi ha messo questo articolo sulla pagina del meteo, come inserzione dico. Perché ci hanno preso quelli di Repubblica secondo me, con il fotografo. È proprio un bravo fotografo.