Tutto ciò che accade qui lo posso bellamente suddividere in due categorie:

– Ct. INSIDE (ah, quanta fantasia) :    comprende tutte quelle cose che mi ritrovo ad osservare in e da questa enorme casa.
Con i ragazzi – chiamarli bimbi mi pare diminutivo, sono anche fin troppo svegli per la loro età – ieri abbiamo rivestito un grande pannello di compensato (probabilmente uno di quelli avanzati dalla costruzione della casa stessa) con carta verde e ci abbiamo piazzato sopra una miriade di animali in origami.
Loro hanno una pazienza infinita quando prendono in mano forbici e carta, mi sorprendo a posare la colla sul tavolo per un coffee-break dopo mezz’ora, mentre loro continuano a popolare il prato di ranocchie e gru. Ci sono anche due cani, un Labrador ed un Jack Russel. Accoppiata perfetta. E a volte ci aiutano pure a ripulire il pavimento dalle briciole di pancake, dopo colazione.
Questa sera in casa è prevista una festa a tema Hawaiano. Qualcosa legato all’attività azienzale dei genitori dei ragazzi, quindi pezzi grossi -presumo-, probabilmente in completo e mogli al seguito. Sono due settimane che non si parla d’altro. Non sapevo cosa aspettarmi, quindi ho evitato di pensarci nonostante la palpabile tensione nell’aria.
Invece questa mattina, scendendo in cucina a fare colazione, sono inciampata in uno striscione floreale e due pile di scatoloni, dal rumore presumo pieni di ghirlande, festoni, ombrellini e lanterne di carta colorata. Tutte cose probabilmente arrivate questa notte con il corriere. Ho il week end libero e spero che con la scusa “dai, che a te ‘ste cose piacciono” (perchè lo sanno che mi piacciono) non mi mettano a gonfiare palloncini.
In cucina la situazione era ancora più esotica. Almeno una ventina di Avocadi e Manghi sparsi su tutto il tavolo -presumo contati, quindi non prelevabili- tra banane, fragole, meloni verdi e perfino mezza anguria.
Diamine, siamo in Febbraio, ma il Messico è davvero generoso con il Nord America.
Mi sono fatta spazio tra le bottiglie di Martini, Tequila e Prosecco, ho spostato le sei confezioni dozzinali di uova, un sacchetto pieno di ananas ed il mazzo di tulipani ancora incartato. Aspettando che il caffè fosse pronto mi sono immaginata altrove, ma proprio non ci sono riuscita. Che sia il primo passo verso l’adattamento?

 

– Ct. OUTSIDE:   passo la maggior parte del tempo in casa, ora che fa freddo. Fuori c’è una pioggerellina innocua che farebbe invidia a qualsiasi abitante di Seattle, l’Oceano è grigio. Ieri era indaco, l’altro ieri plumbeo. Ho spesso vissuto accanto al mare, ma che mi ricordi, aveva dei colori più caldi e pastosi. Si può dire?
L’Oceano è altra cosa. Lo vedo dalla finestra del mio bagno. Si espande, sembra non finire. E questa è pure una baia, allora mi chiedo chissà come sarebbe guardarlo, l’Oceano, a quest’ora,
quello dove perdi l’equilibrio mentre cerchi l’orizzonte
e oltre c’è solo la curva della terra.

Sì, l’Oceano accade.