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Era troppo comoda la vita in Italia?
Meglio scappare.
dietro l’Oceano,
dove nessuno mi può immaginare.

Più Libri Più Liberi (oh, è l’inizio)

Anche quest’anno mi sono comprata i mirtilli in vaschetta (sì, a dicembre) e preparata i panini da portare alla Fiera Più libri Più Liberi, quella della piccola e media editoria di Roma, quella che quest’anno dal palazzo delle esposizioni all’Eur si è allargata fino alla Nuvola di Fuskas e, a sentire e leggere a riguardo, sembra che tutti siano diventati così equilibrati e quasi imparziali e asettici nell’esprimere il proprio parere a riguardo. Forse mi sembra, sarà la bibliodiversità, sarà il glutine che inizia a scarseggiare nelle diete, vallo a sapere.
“Carini questi piccoli editori, alla Feltrinelli li trovo vero?” e io subito mi sento come quando al verde attraversi a piedi e ti ritrovi uno che si è fermato con la macchina in mezzo alle strisce, ad aspettare che passino i pedoni.

In tutto ciò non ho ancora messo piede alla Fiera, se non piove (perché funziona così per i pedoni che abitano lontano) questa sera vado a ritirare l’accredito da ufficio  stampa, che poi sarei io, l’addetto stampa, per l’ufficio stampa. In realtà sono pure l’ufficio stampa, visto che sabato e domenica sarò lì, a mangiare mirtilli e raccogliere informazioni all’esposizione della Fiera alla Fiera al palazzo delle esposizioni e Nuvola annessa.

Poi dico, alla Feltrinelli si potrà anche togliere il cappotto, appoggiarlo accanto alle poltroncine e farsi un giro pure nel settore bricolage, ma vallo a spiegare ai commessi che giuri di non fare briciole mentre scarti il tuo panino alla fesa di tacchino.

Tredicesimo (ultimo) giorno di dopolavoro

Che dopolavoro? Di che sto parlando? Clic qui.

Tutte le cose che sono riuscita a fare durante due settimane di dopolav, dico, doppio-lavoro:

– far sopravvivere il gatto
– cucinare a casa almeno una volta al giorno
– superare la peste bubbonica nonché influenza

e nonostante la febbre, il raffreddore e la tosse:

– continuare a lavorare, io e il computer, in simbiosi, come se fossi in ufficio, ma non dall’ufficio.
– rispondere alle mail in modo accettabile
– rispondere alle chiamate a tutte le ore, senza sembrare appena alzata dal letto
– rispondere bene, in generale, a chi si è preoccupato di non farmi mancare zenzero/cene a domicilio/aspirine/antibiotici
– organizzare vari eventi aziendali e prenderne parte
– sorridere davanti la videocamera
– divertirmi da matti ad un paio di serate con amici e catarro contagiando tutti con la peste di cui sopra

e, inoltre:

-scrivere qui (cosa che non sono riuscita a fare, prima di queste due settimane zeppe di lavoro)

Torno presto. Non domani, ma dopodomani.

 

Dodicesimo (e penultimo) giorno di dopolavoro

Sto pianificando le mie vacanze che inizieranno il primo giorno dell’anno. Dico, non le ho scelte io, non ho deciso il periodo in cui andare in ferie e per non farmi il fegato amaro sul perchè io non possa scegliere quando riposare la mia testa, almeno per una volta all’anno, ho deciso che le sfrutterò al massimo queste ferie forzate, viaggiando.
Adesso, io non sono una persona da viaggio organizzato, da villaggio, da volo intercontinentale pur-di-andare-al-caldo. Per me le stagioni possono anche restare come sono, caldo caldissimo in estate, freddo freddissimo in inverno. Non mi piacciono i pacchetti all inclusive, le promesse dei comfort, i voli inclusi e quelli non inclusi, non vado pazza per l’odore che hanno le saponette negli hotel. Non mi piace viaggiare in gruppo, o almeno l’ho fatto e non mi ricordo che quella sera che abbiamo mangiato la wiener schnitzel (con patate) da asporto  sul balcone di un minuscolo appartamento. Quindi viaggio da sola.

Me ne andrei volentieri all’estero, ma tutto l’estero che mi viene in mente il primo di gennaio sarà sommerso o di neve o di turisti.

Decimo giorno di dopolavoro (con invito)

Che dopolavoro? Di che sto parlando? Clic qui.

Sono ancora qui?
Dieci giorni che parlo di cose che accadono attorno, ancora trenta e potrebbe sembrare a tutti gli effetti una quarantena, con tutta la febbre e la tosse e raffreddore in allegato.
Domani la volete vedere una persona sana, ma sana per davvero? Una che non starnutisce più né guarda con occhi lucidi chiunque? Non so, se siete a Roma mi trovate in via dei Coronari dalle 17 fino a chissà che ora, per un evento con tarallucci e vino. Non si paga, al massimo si chiacchiera con me o i mei colleghi. Non so se è allettante come l’ho buttata giù, ad ogni modo ora lo sapete.

Per qualsiasi informazione sui tarallucci e vino:    oceanoindiscesa@gmail.com
per le cose più importanti:    oceanoinsalita@gmail.com