Archivio mensile:ottobre 2016

Notizie dal soffitto

C’è un video su YouTube che, poco fa, quando sono andata a cercare notizie sul terremoto di stamattina, visto che non ho la tv a casa, in quel video per un minuto e qualcosa, mentre la voce fuori campo parla dell’intensità della scossa di Norcia delle facciate delle chiese di San Paolo e cornicioni, si vedono varie riprese di lampadari oscillare, forse in assenza di fonti visive alternative da cucire su quel notiziario. Solo lampadari. Ascoltavo la voce, ripensavo all’armadio che ho visto camminare in camera, appena sveglia, nel frattempo ne ho contati otto, di lampadari.

 

(Comunque le fonti fanno schifo, non si sa nulla, soltanto che si è sentito, che forse tornerà o forse no.)

 

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Calma da impazzire

Io non ho scuse d’autunno, penso di averlo capito questa mattina, che mi sono ritrovata a disegnare quattro tavole ad acquerello da consegnare entro quattro ore, l’operaio che suonava alla porta per riparare la porta stessa, una chiamata in attesa per ricevere indicazioni per un nuovo progetto grafico. Tutto ciò senza colazione o pranzo, con la borsa di allenamento ancora da fare. E ora sono in metro, con i calzini spaiati, la maglietta a rovescio.

Vince palla

È un po’ di tempo, un po’ di giorni, che accadono delle cose che mi dico ora me le scrivo. Giuro, poi me le scrivo, continuo a ripetermi mentre faccio colazione a casa, salgo sull’autobus, controllo la posta, vado a prendere il pranzo, compro la sabbia per il gatto. Ora mi segno tutto sul quaderno che mi porto appresso, mi dico, poi succede che vado a dormire e il giorno dopo non le ricordo più, quelle cose che dovrei scrivere, per non dimendicarle. Mi sveglio del tutto, esco da sotto le coperte e ricomincia tutto da capo. Allora oggi una cosa, invece, me la sono segnata: una mia collega a lavoro, mentre finivamo di mangiare tra gli scatoloni dello scarico della mattina, ha detto che il tè fatto nella palla è meglio che nel sacchetto, «palla vs sacchetto, vince palla» ha detto, battendo il pugno su un cartone vuoto che stava lì vicino.