Archivio mensile:ottobre 2015

Si può fare

Ma io ho programmato un intero trasloco lavorativo a Roma, non è che ora mi si può far saltare tutto così, come se non avessi mai comprato una valigia nuova, le lenzuola, lavato il cappotto, le coperte, impacchettato i maglioni, le felpe e le sciarpe, rimesso in ordine la mia stanza, la scrivania, i portapenne, trovato tutti i caricatori di computer, macchina fotografica, tablet, spazzolino elettrico, come se non fossero mai esistite tutte le ore passate davanti allo schermo a scorrere annunci di stanze sulla Tiburtina, a Centocelle, a Spinaceto e monolocali chiamati tali solo per la presenza di un fornello elettrico e l’assenza di coinquilini. Cos’è che non si può fare, un trasloco senza che sia per forza lavorativo? Via via, che se qui al nord oggi sembra tarda primavera, non immagino a Roma. Ci saranno i ciliegi in fiore. Qualcuno dovrà pur raccoglierle prima o poi.

-Vorrei fare la registra.
-Ah sì?
-Si.
-Hai già delle idee?
-Non saprei…
-Ma se non hai idee come si fa?
-…
(Imbarazzo)
-Allora, dimmi, perché vuoi fare la regista?
-Per fare film.

Non parto più per Roma, anzi sì, forse però no, ti faccio sapere chiamami tu. Così mi è stato detto, oggi pomeriggio.

Che fanno Sssh

Mia mamma viene a riposare sul divano in camera mia, il pomeriggio. Dice che fa più caldo da me, che ho due finestre che fanno entrare il sole. Poi si addormenta e quando si risveglia, e io sto magari leggendo o traducendo, mi dice cose come “perché piangi? Sento piangere” oppure “bella la musica, però le tue casse fanno Sssh” e io mi giro e le faccio vedere che no, non piango, che sono le casse che fanno Sssh, forse.