Archivio mensile:luglio 2015

Baraonda

Quando abitavo ancora con mia mamma, a volte, circa due volte a stagione, entrava in camera mia e io avevo già capito tutto. Facevo finta di essere impegnata a risolvere qualche equazione per scuola, tiravo fuori un libro, le tavole da disegno, mi rendevo impegnata dal nulla nel nulla mentre lei apriva il mio armadio infilandocisi quasi dentro e mi chiedeva con il tono di mamma autoritaria se non fosse il caso di mettere a posto la baraonda che si era formata, a forza di provare e poi ributtare i vestiti non piegati su se stessi, nell’armadio. Mi diceva Rimetti a posto la baraonda, puoi farlo anche dopo aver finito di far finta di fare altre cose e a me saliva un incredibile voglia di finire ics alla seconda meno due radice quadrata di due ics più due.

La baraonda comunque rimaneva lì, nell’armadio, sarebbero bastati dieci minuti per piegare maglioni, pantaloni, canottiere, io pure iniziavo, trovavo anche cose che avevo perso nella stagione prima, ma poi mi perdevo davvero nelle cose che avevo iniziato per finta.
È così che ho finito le lettere di Jacopo Ortis, ad ogni modo. E pure scoperto che mi piaceva la matematica.

Comunque, a me le equazioni che per risultato fanno zero, una volta risolte, mi sembrano proprio uno spreco, anche di tempo.

Appunti di domenica

Era una una notizia bellissima che sembrava una notizia da sabato sera, non da domenica, ma era proprio domenica sera, anzi, in realtà era già lunedì mattina vista l’ora. Ad ogni modo quella notizia era così bella, che già non sembrava da domenica sera, figuriamoci da lunedì mattina.

\ Appunto del 12 Luglio 2015

 

Considerazioni

Per me una cosa nuova, se devo essere sincera, è quando incontro qualcuno che non conosco, ci si presenta e poi ciascuno si ricorda il nome dell’altro senza più richiederlo Scusa come hai detto che ti chiami, bellissimo proprio. Anzi, non è nemmeno una cosa nuova visto che, a pensarci, non mi è mai accaduta. Forse me la sono inventata sta situazione ideale.

Un imprevisto

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La notte del trenta di Giugno avevo preso un appunto sul retro di un quaderno, questo appunto era

E ad ogni modo non cambia nulla, anche se sono nata oggi.

Poi la mattina l’ho riletto, l’appunto, e ho pensato che non aveva molto senso e allora ho scritto una cosa, mentre aspettavo il caffè, che é questa qui

Il compleanno é quella cosa che un po’ te lo aspetti è ma poi non te lo immagini tanto. Mi sveglio ed è un giorno e basta, finalmente é una mattina non afosa, ho dormito bene e non c’è più la stanchezza di ieri sulle spalle. Che poi finisce sempre sulle spalle, la stanchezza. Finisse sullo stomaco o nelle gambe, per sempio, io non saprei proprio come fare, che sto in un posto di quattordici metri quadrati per sei sette ore al giorno a lavoro e per sgranchirle, le gambe, non è che ci sia molto spazio, su e giù per le due corsie parallele tra i libri. Allora questa mattina che mi sono svegliata ed era un giorno qualsiasi, ma più bello, perché avevo dormito bene, sono di una leggerezza. Non mi sembra vero nemmeno, penso, dormo così male ultimamente, e infatti poi mi ha preso la sensazione che c’era sotto qualcosa e questo era dovuto al fatto che era la mattina del mio compleanno, ma l’ho capito solo quando ho acceso il cellulare, cioè adesso.
Ora, io non faccio parte della categoria delle persone che si sveglia di malumore e nemmeno faccio parte di quella di quelli che quando è il loro compleanno sembra che sia un imprevisto, che accade e va superato come si supera un esame o una giornata estremamente estenuante a lavoro. Accade una volta all’anno, vuoi che sia una cosa così terribile?
Comunque non ho altro da aggiungere se non il motivo per il quale scrivo adesso e cioè che non cambia nulla nemmeno da ieri a oggi, che l’anno in più l’ho compiuto giorno per giorno negli scorsi trecento e passa giorni.
Evviva la mamma, comunque.

Poi, ad un certo punto ho capito che E ad ogni modo non cambia nulla, anche se sono nata oggi avrebbe iniziato ad avere senso solo il giorno dopo il mio compleanno, quando non sarebbe poi cambiato granché ad essere nata il giorno prima, ieri.