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aprile, 2013

#9

A verder come la gente si saluta mi viene un dubbio: sulla faccia della terra d’esserci solo io bugiardo     Ed è proprio così. Ci lamentiamo del troppo finto-interesse italiano, non appena oltrepassata la fase sconosciuti, poi finiamo dall’altra parte del mondo e capiamo che c’è di peggio. Intanto che gusto c’è nel ricevere

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#8

Le persone qui non ti viene neanche voglia di cambiarle, (allontaniamoci un po’ dal solito “ah, questi dannati Americani non sono come noi” soltanto a guardare da come camminano per strada. Nessuno sembra abbia voglia di invertire direzione, -vanno dritti-sparati, direbbe un italiano- e piuttosto tu stesso ti ritrovi

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#7

Bussa sempre alla mia porta, ma non gli ho mai insegnato a farlo. Ho semplicemente mantenuto la tradizione che questa famiglia ha nei confronti degli ospiti dimostrandomi favorevole ai toc toc toc. Apro la porta e sono sicura che farà un passetto indietro, come sempre. Ha solo sette anni, ma è un bambino che inconsciamente

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#6

Questa mattina dovevo andare a consegnare un assegno di venti dollari al bowling del paese accanto. Vallo a chiamare paese poi. Una strada, negozi da entrambe le parti e attorno case in ordine geometrico come decorazioni persiane sui tappeti. Il bowling si trovava al centro di una rotonda immensa, dove le macchine dovevano fare il

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#5

Quando le luci si spengono, i pavimenti smettono di rimbombare i passi dei piedini dei bambini szampettanti su e giù e per le scale, quando inizio a sentire un cambio di intonazione nelle voci oltre il muro, da interrogative passare

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